Morto Patrick Henry, l’uomo che evitò per un soffio la ghigliottina

Nel 1977 fu condannato per il rapimento e l’uccisione di un bambino

Fu il simbolo della rinuncia della Francia alla pena di morte. Prima di Patrick Henry, chiunque come lui fosse finito davanti a un tribunale con l’accusa di aver rapito e ucciso un bimbo di 7 anni, non sarebbe scampato alla ghigliottina. Con lui, la Francia – era il 1977 – decise di dire basta alla pena capitale. E dopo 4 anni la aboli’ per legge. A imprimere la svolta fu l’uomo che lego’ il suo nome alla fine della condanna estrema, Robert Badinter, che divento’ Ministro della giustizia, quando Francois Mitterrand divento’ il primo presidente socialista, nel 1981. Come da promessa, Badinter fece abolire la pena di morte che 4 anni prima aveva evitato di un soffio al suo cliente Patrick Henry.

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Il Rapporto sulla pena di morte nel 2013

La pena di morte nel 2013 – Amnesty International

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Condannato a morte si impicca in cella tra 4 giorni l’appuntamento con il boia: l’esecuzione poteva essere annullata

NEW YORK – Era in prigione, condannato a morte da quando aveva 18 anni. L’appuntamento con il boia era ormai a soli quattro giorni. Ma Billy Slagle non ha voluto più aspettare. Dopo 26 anni nel braccio della morte, ha deciso di accelerare la sua fine. I secondini della Chillicothe Correctional Institution, di Columbus, Ohio, lo hanno trovato impiccato, domenica mattina.

Il Messagero

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La Corte di Strasburgo abolisce l’ergastolo

di Valerio Medaglia

La Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo, con un’importante sentenza depositata il 9 luglio scorso ha affermato il principio per cui l’ergastolo senza possibilità di liberazione anticipata o di revisione della pena è una violazione dei diritti umani, poiché l’impossibilità della scarcerazione è considerata un trattamento degradante ed inumano contro il prigioniero, con conseguente violazione dell’art. 3 della Cedu.

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In America giustiziati circa 150 innocenti in 17 anni

di Luca Scialò

L’America viene definita “la più grande democrazia del Mondo”, eppure in alcuni suoi Stati si pratica ancora la pena di morte. L’FBI – in virtù di un accordo con l’Associazione degli avvocati penalisti e la organizzazione non governativa Progetto Innocenza – si è presa finalmente la briga di verificare quanti condannati a morte fossero in realtà innocenti. E i risultati sono imbarazzanti. Altro che CSI Miami. –

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Usa, ancora sospesa esecuzione per Warren Hill: è disabile mentale

NEW YORK – La quarta sospensione dell’ esecuzione della condanna a morte di Warren Hill, un detenuto a cui è stato riscontrato un ritardo mentale, è stata confermata, o meglio, non è stata revocata, almeno per il momento.

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Abbiamo strappato James al boia

La vittoria di due italiani negli Usa

Il Resto del Carlino 14 aprile 2009

Nel ’94 uccise la matrigna: aveva 19 anni. Adesso lo stop all’iniezione letale. L’impegno della famiglia Pelliccioni: "Per difenderlo raccolti 50mila dollari. Siamo contro la pena di morte"

LA NOTIZIA è arrivata il Venerdì santo, con un telefonata da Atlanta. "Non è un caso, come nulla è avvenuto per caso in questa vicenda", sorride Vincenza Pellicioni, la donna che col marito Giancarlo, un principe del foro americano e tanti altri che hanno contribuito alle spese legali, ha strappato dalle mani del boia un condannato a morte. James Allyson Lee, nativo americano di nazione cherokee, il 26 maggio 1994 uccise a colpi di pistola in Georgia una donna, Sharon, compagna di suo padre Johnny. L’omicida aveva 19 anni ed era cresciuto in una ambiente violento e degradato. La sentenza che stabilì per lui l’iniezione letale fu rapida. Troppo rapida, secondo il giudice David Barrett, che il 12 marzo ha accolto il ricorso del giovane dead man walking e ha sospeso la condanna alla pena capitale.

"MI HA CHIAMATO l’avvocato David Wolfe
— spiega Giancarlo Pellicioni — un minuto dopo che era scaduto il termine di 30 giorni, entro il quale lo Stato della Georgia poteva opporsi alla decisione del giudice. ‘We are the winners’, mi ha detto. È molto raro che venga accolto un appello di questo tipo. Ora il rischio dell’esecuzione al 90% è scongiurato". L’azione di James Allyson Lee era fondata sull’habeas corpus, istituto giuridico che nel mondo anglosassone tutela le libertà fondamentali dell’individuo. Per il giudice Barrett, nel corso del primo processo il giovane non ha avuto un’assistenza legale adeguata; la difesa è stata ‘inefficace’ e la condanna non ha tenuto conto di circostanze attenuanti che dovevano essere portate in tribunale e prese in considerazione dalla giuria. Un traguardo importante è stato superato, ma la vicenda non è c hiusa.

"ORA lo Stato della Georgia deve scendere
a un compromesso con l’avvocato — sottolinea Pellicioni —. Ci sarà una sorta di patteggiamento che potrebbe tramutare la sentenza in ‘life with parole’: ergastolo con possibilità di ottenere, dopo un certo numero di anni, la libertà condizionata sulla parola". James Lee è detenuto nel braccio della morte del carcere di Jackson, dove i coniugi Pellicioni sono andati tante volte a trovarlo, ma se la condanna verrà commutata sarà trasferito.

"IN QUELLE celle — ricorda Vincenza
— ci sono molti altri ragazzi nella sua stessa situazione: troppo poveri per permettersi una vera assistenza legale. Se non avessimo trovato sponsor e sostenitori, tra cui tanti lettori del Qn, James non avrebbe avuto speranze". Per ingaggiare il miglior avvocato di Atlanta i coniugi Pellicioni hanno già speso 50mila dollari e per andare avanti ci vorrà altro denaro. La Cassa di Risparmio di Ferrara si è mostrata sensibile alla storia; all’agenzia 2 in via Mazzini a Bologna è aperto un conto corrente denominato ‘Fondo di difesa per James Allyson Lee’: il codice Iban è IT09L0615502402000000000729.

I DUE bolognesi sono venuti a conoscenza del caso nel 2001, frequentando l’associazione cattolica ‘Comunità Santa Maria della Venenta’: una ragazza ha dato loro l’indirizzo del carcere, per avviare una corrispondenza col giovane condannato. Quando hanno compreso la sua vicenda umana e giudiziaria l’hanno adottato "come un figlio" e hanno iniziato la loro battaglia, sostenuti da una profonda fede. Tutte le informazioni si trovano sul sito www.jamesallysonlee.it.

"La pena di morte non dovrebbe esistere — afferma Vincenza — perché il giudizio degli uomini non potrà mai essere infallibile. Solo Dio può leggere nel cuore delle persone. Togliere la vita significa togliere a un essere umano la possibilità di pentirsi, e chiedere perdono per ciò che ha fatto".

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